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La Svizzera a caccia di clandestini dall’alto: il “Drone” in azione

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Il piccolo velivolo, a raggi infrarossi e senza piloti a bordo, inizia le sue verifiche in tutta la zona di confine tra Como e Chiasso. Le scuse delle autorità ticinesi per la rumorosità del mezzo che può scovare gli stranieri. Da oggi partono le ricognizione. Fatte dall’alto con uno speciale aereo, senza piloti a bordo, il cosiddetto “Drone”, velivolo dotato anche di raggi infrarossi. Obiettivo controllare il territorio al confine tra Italia e Svizzera, tra Como e Chiasso. Pochi metri, ma potenzialmente meta di tanti clandestini o profughi in questi giorni. Il “Drone” deve verificare l’eventuale presenza di stranieri per contrastare l’immigrazione clandestina, fenomeno che si sta facendo sentire anche in Ticino. Non solo via aerea le verifiche: sempre da oggi operativi anche otto agenti di polizia cantonale in più rispetto ai primi 12 già dislocati nelle zone del confine, lungo la vecchia linea di confine formata dalla ramina, in alcuni punti ormai del tutto scomparsa. Il “Drone”, da quanto fanno sapere le autorità ticinesi, potrebbe creare fastidio alla popolazione vista la sua rumorosità. Per questo sono già arrivate le scuse anticipate. Le sue missioni dovrebbero durare un paio di settimane.

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