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Entra in casa per smurare il contatore: il sindaco è condannato

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Otto mesi di reclusione al primo cittadino di Blessagno oggi al Tribunale di Menaggio. Episodio del gennaio del 2008. L’appartamento non era chiuso, ma il proprietario ha deciso di presentare denuncia. Violazione di domicilio commessa da pubblico ufficiale. E per questo condannato ad otto mesi di reclusione, pena sospesa, uno in meno della richiesta formalizzata dal Pm Vanessa Ragazzi. Ad essere giudicato colpevole di questo insolito reato è stato – oggi al Tribunale di Menaggio – il sindaco di Blessagno, Marco Longoni, finito a processo per una vicenda del gennaio del 2008 avvenuta nel piccolo centro della Valle d’Intelvi. Il primo cittadino, accompagnato da un operatore ecologico, era entrato – senza forzare la posta rimasta aperta – nell’abitazione di un residente per vedere il perchè non avesse pagato l’ultimo bolletta dell’acqua. Ma lui risultava già residente in un altro comune della zona. Fatto sta che l’operaio, su indicazione del sindaco, avrebbe smurato il contatore portandolo via. Procedura non corretta secondo l’ex proprietario che poi ha presentato denuncia per la violazione di domicilio. Sostenendo che semmai doveva essere sospesa l’erogazione del servizio prima di arrivare ad una simile conclusione. Prosciolto l’operaio del comune di Blessagno che materialmente ha eseguito quell’intervento su disposizione del sindaco. Per lui il Pm aveva chiesto la condanna a 6 mesi per il pieno concorso nella violazione.

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