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Como, da oggi Arrighi inizia la battaglia per evitare l’ergastolo

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Prima udienza in Tribunale per il tremendo delitto dello scorso mese di febbraio in centro città. Il noto armiere in aula faccia a faccia con i parenti della vittima. Il suo legale chiede il rito abbreviato. Il rischio è anche quello dell'ergastolo. Se passasse la tesi del Pm Antonio Nalesso, quella della premeditazione del gesto. Da oggi – prima udienza in mattinata, altre da fissare per il 2011 – Alberto Arrighi inizia la sua battaglia, dura ed impegnativa, per evitare il carcere a vita. Il noto armiere, reo-confesso dell'uccisione a febbraio di Giacomo Brambilla e della sua decapitazione successiva, può anche andare incontro ad una pena elevatissima anche se il suo legale, Ivan Colciago, chiederà al giudice Maria Luisa Lo Gatto il rito abbreviato. L'aggravante della premeditazione è cosa di non poco conto per questa udienza, rigorosamente a porte chiuse.

Arrighi è in aula e vedrà per la prima volta, faccia a faccia, i parenti della vittima: annunciata anche la presenza della ex moglie di Brambilla e del padre. Entrambi si costituiranno parti civili. Nell'udienza di oggi verrà presentata al giudice anche l'istanza di patteggiamento (tre anni, 5 mesi) da parte del suocero di Arrighi, Emanuele La Rosa, che lo ha aiutato nelle fasi successive l'omicidio per decapitazione e tentativo di far sparire testa e corpo. Il patteggiamento non ha avuto alcuna opposizione dal Pm Nalesso.

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