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Carlo Castagna, un fine anno di dolore:”Ma loro sono con me…”

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L'imprenditore brianzolo parla di nuovo della strage di Erba a Porta a Porta. Ed ha precisato che il ricordo di moglie, figlia e nipotino è vivo tutti i giorni. "Altrimenti non so come sarei riuscito ad andare avanti". "Ci sono sempre. Sono con me. Giorno, notte, mattino… Certi, fisicamente non li vedo, ma ci sono. Altrimenti non so come sarei riuscito ad andare avanti per quattro anni…". Il dolore di Carlo Castagna è anche consolazione e speranza. L'assenza fisica dei suoi cari – moglie, figlia e nipotino – uccisi quattro anni fa nella strage di Erba rivivono a Porta a Porta con Bruno Vespa. Ieri sera, infatti, collegamento con casa Castagna e le riflessioni dell'imprenditore brianzolo a conclusione di un 2010 che ha visto – in appello a Milano – confermato l'ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi, gli autori della strage anche se loro dopo le iniziali confessioni hanno ritrattato. Ed il 2011 sarà l'anno della sentenza definitiva: atteso, infatti, per la primavera il pronunciamento della Cassazione.

Castagna, nell'intervento si ieri sera, si è anche soffermato sul fatto che Azouz ha voluto portare i corpi di Raffaella ed Youssef in Tunisia dove ora si è rifatto una vita:"Aveva più diritti lui che io – ha spiegato l'imprenditore nel salotto della sua abitazione erbese – giusto così. Anche se mio nipote (il figlio di Giuseppe ndr) mi ha detto che le distanze non contano. Perchè c'è solo un cielo per tutti…".

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