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Delitto di Valbrona, a inizio febbraio padre e figlio vanno in aula

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La decisione è stata presa oggi dal Gup di Como Storaci. I due rischiano una severa condanna per la brutale uccisione dell'artigiano Antonino Correnti. Contestata anche la rapina sul corpo della vittima. Compariranno davanti al Gup di Como, Luciano Storaci, il prossimo 3 febbraio. Resa dei conti per Carlo D'Elia ed il figlio Emiliano, 20enne, in carcere da quasi un anno per il delitto di Antonino Correnti, 65enne artigiano di Visino di Valbrona. Ucciso, secondo le contestazioni del Pm Massimo Astori, dal padre dopo un acceso diverbio alla mattina presto. Ma poi il figlio lo avrebbe aiutato a far sparire la pistola dell'omicidio nascondendola nella sua ditta di Proserpio anche se inizialmente i due avevano sostenuto di aver gettato l'arma nel lago del Segrino. Astori contesta ai due anche l'aggravante della rapina dopo il delitto. Rischiano una pesante condanna: probabile il ricorso al rito abbreviato per cercare di usufruire dello sconto di un terzo sulla pena finale.

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