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Capellato impassibile, Panarisi assente. Ora pensano all’appello

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I due imputati del delitto dell'imprenditore Di Giacomo hanno vissuto in modo difefrente la sentenza di condanna: ergastolo. I legali del primo, molto scossi, garantiscono il secondo grado:"Margini per l'assoluzione". Emanuel Capellato impassibile in gabbia. Non una smorfia, non una parola. Niente. Freddezza glaciale dopo aver sentito la sentenza di condanna e quella tremenda parola che per lui significa, se non ci saranno cambiamenti negli altri gradi di giudizio, un carcere a vita. Ergastolo per lui ed il complice Leonardo Panarisi, oggi non presente in aula al momento della lettura del dispositivo. Capellato ha parlottato un poco con i suoi due legali, Gerardo Spinelli e Paolo Della Noce, prima di essere portato via dalla polizia penitenziaria. “Secondo noi c'erano margini per avere l'assoluzione – si sono limitati a dire gli avvocati – e per queste ragioni presenteremo ricorso in appello”.

Renato Papa, uno dei due legali di Panarisi, pensa anche lui al secondo grado, ma preferisce più cautela:”Per prima cosa aspettiamo le motivazioni dei giudici – spiega – e poi valuteremo come muoverci. Appello ? Si, può essere, vedremo”. Da lui, comunque, critiche all'atteggiamento del suo assistito che oggi, nell'udienza conclusiva, non si è presentato in aula:”Atteggiamento sbagliato – precisa Papa – perchè ha dato una brutta impressione ai giudici. Quasi che a lui non interessava la cosa. Ora bisognerà trovare il modo di fargli sapere la cosa: lo farà domani la moglie, ora davvero disperata”.

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