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E’ passato da Como il materiale sospetto per l’Iran: tre nei guai

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La Procura cittadina ha concluso l'inchiesta sulla "strana" triangolazione tra Bergamo, Lario e Svizzera. L'episodio è di tre anni fa. Il Pm contesta anche false fatture agli imprenditori coinvolti. Un carico di materiale sospetto: turbine in superlega che avrebbero potuto essere utilizzate per preparare materiale bellico in Iran. Visto che la destinazione finale era proprio il paese asiatico. Il clamoroso sequestro dell'aprile del 2007 – in dogana a Chiasso – ha avuto un epilogo in questi giorni in Procura a Como. Il magistrato che ha condotto l'inchiesta, il Pm Mariano Fadda, ha concluso gli accertamenti e sta per chiedere per i titolari di tre aziende coinvolte il rinvio a giudizio. Loro, amministratori delle ditte, negano tutto con decisione e rigettato la prospettiva inquietante di aver confezionato materiale destinato ad uso bellico per l'Iran. Il passaggio dal Lario era perchè queste super turbine erano destinate ad una azienda di Chiasso, la Globar Service. A venderle, con prezzo definito troppo basso dalla polizia giudiziaria, la GFM Group di Bonate Sopra (Bergamo). Ad emettere una fattura ugualmente sospetta – da qui anche la contestazione di false fatture – la Power Tecnology di Potenza. Un triangolo davvero strano e che ha messo ancora una volta Como al centro dei presunti intrighi internazionali.

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