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Erba non dimentica l’orrore della strage: lacrime del superstite

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Mario Frigerio si commuove davanti alla foto della moglie brutalmente uccisa da Olindo e Rosa:"Due assassini, non li potrò mai perdonare". E domattina i Castagna consegnano la casa di Raffaella alla Caritas. Erba non dimentica. Non vuole dimenticare l'orrore della strage di quattro anni fa. 11 dicembre del 2006. Quattro vittime, tra cui un bambino di 2 anni, un ferito grave. Poi sopravvissuto e diventato teste fondamentale dell'accusa. Mario Frigerio oggi cammina a fatica, si muove con difficoltà e parla con un filo di voce. La foto della moglie Valeria sempre in evidenza. Bella, solare, sorridente. I colpi della brutale aggressione subita dai vicini di casa sono ancora ben evidenti. Alla gola, in particolare. “E' stato lui (riferimento ad Olindo Romano ndr), l'ho sempre detto e lo continuerò a dire. Mi ha colpito, mi ha buttato a terra come un toro…”. Mario Frigerio piange e ricorda. Non perdona e non lo farà mai chi gli ha portato via la moglie, la sua vita, ora ridotta a piccoli brandelli nella casa che divide con i figli:”Non potrò mai farlo. A tutto c'è un limite. Quelli sono due assassini, due belve senza scrupoli…”

Piange anche Carlo Castagna, l'imprenditore erbese che ha perso moglie, figlia e nipotino quattro anni fa. Ma, assieme ai figli ed ai nipoti, ha anche trovato la forza di andare avanti. E di cercare di ridare fiducia proprio da quella casa di via Diaz. Ora ristrutturata, ripulita dell'orrore e pronta per essere consegnata alla Caritas. La cerimonia domattina ad Erba nella messa delle 8 alla chiesa prepositurale. Ci saranno tutti i Castagna: le chiavi dell'appartamento, ora solo da arredare, saranno consegnate al parroco e poi alla Caritas per ospitare famiglie in difficoltà.

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