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Il giallo del libro di Arrighi: è “scomparso” il nome dalla copertina

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Le polemiche degli ultimi giorni hanno portato la casa editrice a fare questa scelta. Dalle pagine nessun riferimento al delitto di Giacomo Brambilla. Protesta anche il co-autore:"Strumentalizzazione ingiusta".

Via il nome di Alberto Arrighi dalla copertina. Ma anche quello del co-autore, Carlo Avallone. Il libro realizzato dal noto armiere di Como, nel carcere del Bassone dove è rinchiuso per il delitto di un anno fa a Giacomo Brambilla, continua a suscitare polemiche. Forti. E prese di posizione. E dopo le accuse della famiglia della vittima e di una parte politica per il patrocinio del Comune, ecco la decisione della casa editrice (Itaca ndr) di far "sparire" i nomi dei detenuti. E sulla nuova stampa compare solo Patrizia Colombo, coordinatrice dell'iniziativa che ha raccolto i loro scritti in carcere e li ha trasformati in libro. Proteste e polemiche che, però, non fermano la presentazione in programma per giovedì prossimo alla Biblioteca di Como.

Nel libro – dal titolo "Liberi in carcere" – comunque, Arrighi non fa mai alcun riferimento al delitto del quale si è assunto la responsabilità diretta e nel quale ha coinvolto il suocero per la fase della sparizione del corpo: solo l'amore per la moglie Daniela e per le due figlie. Poi la riscoperta della fede dietro le sbarre del carcere e la vita di tutti i giorni al Bassone. Nelle ultime ore protesta anche Avallone. Con una nota, diffusa dai suoi legali, il co-autore spiega cosa è questo volume:"Solo una raccolta di pensieri tra me ed Alberto. E' ingiusto strumentalizzare la cosa".

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