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Arrighi scopre la fede in carcere e scrive un libro: è polemica

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Il noto armiere di Como, che a febbraio ha ucciso nel suo negozio Giacomo Brambilla, ha deciso di raccontare le sue giornate nella cella del Bassone. Giovedì la presentazione con il patrocinio del Comune. Un libro e le polemiche. Tante, immediate. Il primo è quello che Alberto Arrighi, noto armiere di Como in carcere per il delitto nella sua armeria dello scorso mese di febbraio, ha deciso di scrivere con il compagno di cella, il varesino Carlo Avallone e la "regia" della responsabile del centro stampa del Bassone Patrizia Colombo. Un racconto a sei mani sul valore della fede, riscoperta in pieno da Arrighi in questi mesi di carcerazione. Il volume, dal titolo "Liberi in carcere" viene presentato giovedì prossimo (9 dicembre) alla Biblioteca di Como. La polemica è scoppiata in queste ore quando si è venuto a sapere che il comune di Como ha dato il suo patrocinio all'iniziativa. Il sindaco Bruni è esplicito:"Non ci vedo nulla di male". Ma la famiglia di Brambilla ed i legali che assistono ex moglie e familiari non la pensano in questo modo. E sono chiari a loro volta:"E' un decadimento morale netto – tuonano gli avvocati Fabio Gualdi ed Annamaria Restuccia -.Ci chiediamo quale è il senso civico di questa iniziativa, celebratriva e del tutto fuori luogo. Anche per le modalità feroci di quello che è successo mesi fa".

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