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Al Sant’Anna strumenti diagnostici innovativi: ora arriva la PET

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Il macchinario, già in sede, sarà disponibile prima di Natale. Servirà al riconoscimento precoce delle patologie tumorali, alla valutazione delle corrette terapie sia in ambito oncologico che neurologico.

Riconoscimento precoce delle patologie tumorali, valutazione delle corrette terapie sia in ambito oncologico che neurologico. Tutto questo grazie alla PET. Un altro importante supporto tecnologico, uno dei più innovativi ed efficaci, per il nuovo ospedale Sant’Anna. Presentata questa mattina, infatti, la PET (Positron Emission Tomography), ovvero la tomografia ad emissione di positroni. Una tecnica di medicina nucleare e di diagnostica medica per la produzione di bioimmagini (immagini del corpo). Uno strumento importante, soprattutto per i pazienti oncologici, che non dovranno più spostarsi fuori dalla provincia per sottoporsi a questa tipologia di esame. “E’ un’apparecchiatura che ci consentirà di agire soprattutto in ambito oncologico – ha spiegato alla redazione il dottor Angelo Corso, direttore della Medicina Nucleare dell’ospedale Sant’Anna – nel riconoscimento precoce delle patologie tumorali, oltre che in alcuni casi nel valutare precocemente le terapie che sono messe in atto per alcune tipologie di tumori come i linfomi. Capendo così se in quel paziente quel tipo di chemioterapia ha efficacia, visto che altra grande peculiarità dell’indagine Pet, è quella di esplorare in un unico esame tutto il corpo del paziente”. La PET consente di incrementare la capacità di analisi diagnostica anche per le malattie degenerative celebrari come l’Alzheimer e le malattie infiammatorio-infettive. “Avere la possibilità di una diagnosi precoce e differenziale tra le diverse forme di demenza – conclude Corso – ci consentirà di risparmiare tante indagini che non ci potrebbero aiutare in questa definizione ed essere più precisi con il neurologo consentendo così la terapia più efficace”. La PET sarà attiva già prima di Natale.

 

L’indagine avviene attraverso una semplice iniezione. Al paziente si somministra una molecola di zucchero simile al Glucosio. Questa molecola viene marcata con un atomo debolmente radioattivo come il Fluoro18 per renderla visibile. Si procede così ad identificare, in modo non invasivo, le alterazioni metaboliche captando le cellule tumorali o quelle tipiche delle malattie degenerative celebrali.

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