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Gentile, ma a tassi da usura: in carcere ragioniere-gentiluomo

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Como, i carabinieri fermano un 64enne di Laglio che aveva un ufficio in centro città. Da lui mai intimidazioni o minacce. Ma dagli accertamenti emergono interessi elevati dietro i prestiti fatti. Indagati anche i parenti. Mai minacce, mai intimidazioni. Toni sempre garbati. “Non puoi pagare questo mese ? Nessun problema, rinviamo di uno…”. Quasi un “benefattore” secondo commercianti, artigiani e qualche imprenditore comasco che si è rivolto al ragioniere ormai in pensione per avere un prestito. E lui, dal suo piccolo ufficio in centro Como – via Volta – accontentava tutti. E chi non riusciva a far fronte al debito, ecco che posticipava il pagamento. Ma con la conseguenza di far aumentare gli interessi da incassare (fino ad un massimo del 50%). Sono stati i carabinieri di Como, dopo una indagine complessa e durata diversi mesi, a portare in Procura i risultati degli accertamenti. Da qui la richiesta di ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Alessandro Bianchi. Il destinatario è Gabro Panfili, un 64enne di Laglio, ex dipendente dell'Aci. E' accusato di usura ed esercizio abusivo del credito. Una ventina le persone identificate che si sono rivolte a lui in questi mesi. Nell'inchiesta indagate anche moglie e le due figlie di Panfili: si sarebbero fatte intestare appartamenti da persone che, in difficoltà a restituire i soldi, hanno scelto questa soluzione.

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