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Un’altra sorpresa in Assise a Como: l’imputato non si presenta

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Vana attesa in aula per sentire le dichiarazioni di Emanuel Capellato, il 36enne accusato del delitto del furgone giallo un anno fa. Ieri il malore, oggi la decisione. Il medico:"Nessun problema sanitario". Ancora un colpo di scena nel processo in Corte di Assise a Como per il delitto del furgone giallo (la morte di Antonio Di Giacomo ndr) avvenuto un anno fa tra Como e Tavernerio. Emanuel Capellato, il 36enne accusato con Leonardo Panarisi di aver ucciso l'uomo per alcuni orologi, oggi non si è presentato in aula dove era atteso per il suo interrogatorio, già rimandato ieri per un malore accusato dal giovane. Stamane, dal carcere di Torino dove si trova, Capellato ha fatto sapere alla polizia penitenziaria di non voler presenziare all'udienza. "Anche se – aggiunge un fax arrivato al Tribunale di Como alle 10 – non ci sono controindicazioni sanitarie alla sua presenza in aula" aggiunge il medico di servizio. La Corte di Assise, preso atto del forfait, lo ha considerato assente per rinuncia.

I giudici, presidente Anghileri ed a latera la collega Costi, hanno poi deciso di dare il consenso – come richiesto dal Pm Antonio Nalesso – ad acquisire per la piena utilizzabilità delle dichiarazioni di Capellato rese durante le indagini. La difesa di Panarisi si era opposta. Nalesso inizia subito a leggere queste dichiarazioni che l'imputato, oggi assente, ha reso a febbraio quando è stato arrestato.

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