CiaoComo - Notizie in tempo reale, news a como di cronaca, politica, economia

Violenza sul ragazzino, don Mauro si vuole fermare. Ma i legali no

Più informazioni su

L'ex parroco di Laglio non riesce a far passare la sua tesi dell'innoenza anche a Milano in appello: otto anni di reclusione confermati. Ora rischia il carcere. La Diocesi conferma la sua sospensione da ogni incarico. Una mazzata. Che non si aspettava. Era sicuro di poter ribaltare ogni cosa e dimostrare – in un ambiente diverso – la sua estraneità ai fatti contestati, la sua innocenza più volte ripetuta. Invece no. Anche i giudici di Milano hanno confermato la condanna di primo grado a Como: otto anni per violenza sessuale su un ragazzino di Laglio, minorenne quando sono avvenuti i fatti. E così don Mauro Stefanoni, canturino di 40 anni, ex parroco di Laglio (vedi precedente lancio) rischia il carcere. Perchè resta solo la Cassazione per poter ribaltare una situazione oggetivamente difficile e togliere la condanna. Lui, ieri dopo la sentenza di Milano, ha un pò accusato il colpo. Ed in un momento di sconforto si sarebbe lasciato andare ad una affermazione di resa:"Non me la sento di andare avanti…". Ma i suoi legali, Bomparola e Martinelli, non ci stanno. E rilanciano:"Troppe cose che non vanno, troppi dati non oggettivi in questo processo. A partire dalla brevissima camera di consiglio dei giudici al clima attorno a Stefanoni per tutto l'arco della vicenda…". Scontato il loro ricorso in Cassazione. I fatti contestati a don Mauro sarebbero avvenuti tra 2004 e 2004 nella casa parrocchiale del paese.

Intanto, per lui, rimane la sospensione decisa dalla Diocesi. La conferma da una nota del vescovo Diego Coletti:"Si conferma il provvedimento già adottato due anni fa e che solleva il sacerdote Mauro Stefanoni da ogni incarico e responsabilità pastorale. Pur apprezzando le attestazioni di solidarietà e stima a lui arrivate da più parti". E per l'ex parroco di Laglio riparte anche il processo canonico, già avviato negli anni scorsi. Don Mauro rischia di essere "espulso" dall'attività ecclesistica per sempre.

Più informazioni su