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L’imputato non sta bene ed è allontanato dall’aula: niente esame

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Colpo di scena oggi in Corte di Assise a Como nella seconda udienza del processo a Leonardo Panarisi ed Emanuel Capellato. Quest'ultimo ha chiesto di poter andare in cella:"Ho la febbre, parlo domani". Era uno dei momenti più attesi della seconda udienza in Corte di Assise a Como nel processo ad Emanuel Capellato e Leonardo Panarisi, accusato del delitto di un anno fa ad Antonio Di Giacomo, imprenditore di Colico, ucciso e poi abbandonato nel suo furgone a Tavernerio. Ma l'interrogatorio di oggi di Capellato, uno dei due sospettati di aver sparato due colpi in testa, è slittato. Equesto perchè nel primo pomeriggio, alla ripresa del dibattimento, il 36enne comasco ha chiesto di poter ritornare in cella – a Torino dove si trova – perchè non sta bene. "Ho la febbre, ho appena fatto la dialisi e non me la sento di rispondere…". Stupore in aula perchè Capellato è rimasto in gabbia fino ad ora senza dire nulla. Prima di lui, in mattinata, sentiti gli ultimi testi del Pm Nalesso. In particolare, grande battaglia tra i medici legali sull'orario del delitto, stabilito in base all'autopsia eseguita da Giovanni Scola. Molto di questo processo si gioca su questo orario.

L'udienza è stata poi interrotta dopo che il Pm ha chiesto di poter sentire nell'ordine prima Capellato e poi Panarisi. La Corte, presieduta da Vittorio Anghileri, ha accolto la richiesta. Tutto rinviato a domattina alle 9 quando, condizioni di salute permettendo, si dovrebbe ripartire con l'esame degli imputati.

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