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Spaccio di cocaina nei boschi di Olgiate: sette persone nei guai

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Arrestati dai carabinieri dopo le indagini. L'organizzazione, capeggiata da alcuni nordafricani, faceva entrare i clienti nella radura e spesso li obbligava a consumare la droga sul posto. Anche tre italiani fermati. Spacciavano cocaina ed eroina nel bosco. Dove loro pensavano di essere al sicuro. Spesso, per evitare guai, facevano consumare la droga sul posto agli acquirenti, la maggior parte ragazzi della zona. Ma l'organizzazione smantellata dai carabinieri di Olgiate – gestita in particolare da Nord africani – aveva piazzato due “filtri” all'ingresso del bosco ed a metà, sulla strada che portava al luogo di cessione dello stupefacente: persone che controllavano chi entrava e cosa voleva. Lo hanno scoperto due militari in borghese che si sono finti clienti per acquistare alcune dosi. Controlli minuziosi per vedere che non erano “sbirri” quelli che entravano.

Il blitz è stato portato a termine in queste ore. I carabinieri di Olgiate hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare (un'ottava persona, un tunisino senza fissa dimora, è sfuggita alla cattura) richieste dalla Procura. Quattro dei fermati sono già detenuti e sono gli stranieri, veri referenti del gruppo di spaccio. Altri tre complici, tutti della zona, bloccati a casa ed ora in cella. Ecco i nomi degli arrestati:

Tijani Ouchefoud, detto “Gianni”, marocchino di 38 anni (senza fissa dimora); Mokdad Gharsalli, 31enne tunisino (senza fissa dimora)

Karime Nazibe, marocchino di 22 anni (senza fissa dimora)

Mohamed Romani, marocchino, 30 anni (senza fissa dimora) detto "Labbrone"

Pierantonio Beltramelli, 43 anni, di Binago, Daniele Massarenti, 40 anni di Solbiate e Serena Navarru, 29enne di Olgiate Comasco.

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