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La donna buttata nel lago ad Argegno:”Chiedo la prigione a vita”

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E' questa la richiesta formulata oggi a Lugano dalla Procuratrice pubblica Rosa Item per il 32enne Marco Siciliano. Accuse severe per l'uomo che scoppia a piangere. E domani è attesa la sentenza.

"Prigione a vita o una pena non inferiore ai 10 anni. E poi la confisca di tutti i suoi beni". E' la pesante – ma anche prevedibile richiesta – fatta oggi dal Procuratore pubblico Rosa Item al Tribunale di Lugano oggi nel concludere la requisitoria al processo per il 32enne Marco Siciliano, accusato di aver ucciso la moglie lo scorso mese di marzo e di averla poi gettata nel lago di Como ad Argegno. Il suo ritrovamento, poi, qualche giorno dopo a Laglio. La Item è stata severissima con Siciliano nel suo intervento:"Ha eseguito un piano diabolico – ha spiegato – tutto premeditato. Siamo qui – ha aggiunto – per fare giustizia". Siciliano ha sentito tutto ed alla fine è scoppiato in lacrime, sotto il peso delle responsabilità anche di fronte ai familiari della moglie, Beatrice Sulmoni. La Procuratrice pubblica ha ripercorso tutta la vicenda, da quando l'uomo ha appreso che la consoret era incinta a quando lui – quasi in contemporanea – ha avviato una relazione extraconiugale con una collega di lavoro. Da qui la conclusione, con tanto di riscontri, che Siciliano ha premeditato tutto: dall'omicidio alla finta sparizione di Beatrice da lui simulata con sms spediti ad amiche e parenti. Voleva forse guadagnare tempo, poi è crollato. Domani attesa la sentenza.

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