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Lugano, orrore nell’aula del Tribunale: Siciliano spiega il delitto

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Giornata drammatica per il delitto dello scorso mese di marzo con il corpo della moglie gettato poi nel lago e ripescato a Laglio. La decisione presa dopo una discussione: ha stordito la donna con un potente sonnifero.

Prima l'ha stordita con un sonnifero, potentissimo, nella tisana. Poi, quando ha iniziato a fare effetto, la decisione di soffocarla con una felpa trovata in casa. Gelo assoluto oggi nell'aula del Tribunale di Lugano. A parlare, con un filo di voce e lo sguardo perso nel vuoto, Marco Siciliano, il 32enne fisioterapista ticinese che a marzo ha ucciso la moglie Beatrice Sulmoni e poi l'ha caricata in auto e gettata nel lago di Como. Una giornata drammatica per il processo – davanti alle Assise Criminali di Lugano – all'uomo. Nella quale si è rivissuto tutto l'orrore del delitto e le fasi successive. Con Siciliano che ha spiegato tutto, anche gli aspetti più cruenti. La decisione di uccidere la donna è avvenuta la sera del 25 marzo nella loro abitazione di Obino. Probabilmente dopo una accesa discussione sulla possibile separazione anche se oggi Siciliano ha detto in aula di non ricordare bene questi aspetti. L'orrore della giornata anche quando sono state mostrate le foto choc del corpo di Beatrice appena ripescato dal lago a Laglio: lividi, contusioni, un taglio alla gola nel tentativo di decapitare la donna.

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