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Spiaggia “sparita” a Cernobbio, tocca alla difesa. Poi la sentenza

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Fasi conclusive del processo per il "Garovo". Il Pm Simone Pizzotti ha già chiesto cinque condanne tra cui quella del sindaco Saladini e dell'ex amministratore di Villa d'Este. Oggi parola ai legali degli imputati. Tocca alla difesa. Le loro arringhe davanti al giudice monocratico di Como Francesco Angiolini. Che potrebbe emettere la sentenza già in giornata per la spiaggia del "Garovo" a Cernobbio, letteralmente sparita un paio di anni fa in pochi giorni. Un intervento del tutto illegale secondo la Procura di Como ed il Pm Simone Pizzotti che nella sua requisitoria – ad inizio ottobre – ha chiesto cinque condanne per quelli che lui ritiene i responsabili di questa arbitraria decisione sulla piccola spiaggia vicina a Villa d'Este, il prestigioso hotel a cinque stelle di Cernobbio. L'ex amministratore Jean Marc Droulers sarebbe tra i responsabili secondo Pizzotti: per lui sollecitata una condanna ad un anno ed otto mesi ed una multa da 50.000 euro. 10 mesi chiesti per il sindaco Simona Saladini (in aggiunta alla multa da 24.000 euro), poi richiesta di condanna anche per gli operai che materialmente hanno fatto lo sbancamento di terreno (Pisu e Ghilardini, un anno e due mesi a testa e 40.000 euro di multa), un anno e dieci mesi – la pena più alta – per l'ingegnere Bruno Capsoni. Oggi, però, è la volta della difesa. In aula le loro arringhe e le conclusioni che puntano in una sola direzione: nessun abuso effettuato. La sentenza forse già per la serata.

Simona Saladini era già finita in guai giudiziari anni fa per la vicenda delle multe restituite agli automobilisti dopo le contravvenzioni elevate dalla polizia locale del consorzio Breggia Lario. Assolta in primo grado, è stata condannata in appello e poi definitivamente "riabilitata" in Cassazione con l'assoluzione piena dalle accuse contestate.

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