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Sconcertante: prima del delitto a cercare la cocaina al cimitero!

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E' quanto emerso nella prima udienza del processo a Panarisi e Capellato, imputati per l'omicidio del furgone giallo poi lasciato a Tavernerio. La sera prima in due a Monteolimpino. In aula tra sette giorni. Stavano cercando di recuperare cocaina – due chili – al cimitero di Monteolimpino. La sera prima del delitto di Antonio Di Giacomo, l'imprenditore di Colico ucciso un anno fa in un appartamento di via Cinque Giornate a Como. Lo sconcertante retroscena lo ha fornito ieri ai giudici – in avvio della prima udienza del dibattimento a Leonardo Panarisi ed Emanuel Capellato, gli imputati – il terzo indagato, finito pure in cella per favoreggiamento. Davide Terraneo, per gli amici "Supergiga", ha svelato il retroscena nel corso del suo interrogatorio in Corte di Assise a Como. Lui e Capellato la sera prima hanno effettuato questo sopralluogo a Monteolimpino per cercare la droga da piazzare. Lui lo ha portato, l'altro ha fatto la verifica. Avrebbero dovuto recuperarla – nascosta sotto un grosso masso di cemento – la sera successiva, quella del delitto di Di Giacomo. Per il quale lo stesso Capelato ha spiegato a "Supergiga" di aver avuto una rapina con conflitto a fuoco nel suo appartamento. Senza apertamente ammettere l'omicidio. Secondo la Procura le responsabilità sono pari tra Capellato e Panarisi. Ma loro due si continuano ad accusare a vicenda. Settimana prossima – mercoledì 24 alla ripresa – altri testi del Pm Nalesso e poi l'interrogatorio degli imputati. Entrambi hanno accettato di essere sentiti in aula come confermato dai rispettivi legali.

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