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Como, avanti il prossimo. E dopo Bruni ora rischia anche Pastore

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Situazione politica sempre molto complicata in città. Il primo cittadino, dopo essersi salvato dalla sfiducia, inizia le prove di dialogo anche con l'opposizione. Il presidente del consiglio comunale nel mirino.

Avanti il prossimo. Sotto a chi tocca. Sembra essere questo lo sport preferito nella politica di Como, dove beghe e polemiche personali stanno attanagliando – per ammissione anche dello stesso sindaco Bruni – l'attività amministrativa da tempo. E così dopo che il sindaco si è salvato dalla mozione di sfiducia a suo carico – anche con l'atteggiamento sconcertante dei ribelli usciti dal Pdl – ora nel mirino delle critiche c'è Mario Pastore, uno dei cinque "ribelli", ma anche presidente del consiglio comunale cittadino. La prossima mozione pronta – Rifondazione sta per allestirla – è sua. E poi sarà lui a doversi salvare in aula come finora è successo a chi lo ha preceduto. Dapprima Molinari (anche se era stato sfiduciato da parte della maggioranza), poi Bruni. Prima ancora il tanto contestato Caradonna.

In questo clima di ripicche e tensioni sotterranee, Bruni cerca il miracolo di trovare una maggioranza solida e compatta per poter andare avanti a governare. In questi giorni i suoi incontri con i gruppi consiliari tra cui anche con l'opposizione. Anche l'assessore Diego Peverelli (Lega Nord), intanto chiede provocatoriamente di essere sfiduciato dai consiglieri che continuano a sollecitare tagli in giunta per risparmiare. "La verità – tuona il leghista Doc – è che siamo continuamente umiliati da chi non  fa nulla e critica solo…".

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