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Il delitto del lago approda nell’Assise criminale: processo breve

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Forse due udienze per definire la posizione di Marco Siciliano, il 32enne fisioterapista ticinese che lo scorso aprile ha ucciso la moglie. Poi l'ha gettata nel Lario dove è stata ritrovata a Laglio. Rischia l'ergastolo. La certezza è che sarà un processo breve davanti alle Assisi criminali di Mendrisio, in trasferta a Lugano. Forse due udienze – domani e dopo – per definire la posizione di Marco Siciliano, il 32enne fisioterapista che ad aprile ha ucciso la moglie Beatrice Sulmoni, 36enne infermiera, poi cercando di tagliare la testa alla donna e gettata nel lago di Como. Dove è stata ritrovata a Laglio. Il via del dibattimento è previsto per domattina. Siciliano, che dopo il fermo ha ammesso il delitto ma senza entrare nel merito, dovrebbe essere in aula. Per lui l'accusa è pesante, da ergastolo: assassinio ed interruzione volontaria di gravidanza visto che la donna era incinta di quattro mesi.

Siciliano, assistito dall'avvocato Marco Frigerio, non avrà alcun testimone dalla sua parte. E forse dovrebbe incrociare anche lo sguardo dei familiari della consorte che si costituiranno parte civile e che saranno in aula, assistiti dall'avvocato Massimo Respini. Il giudice delle Assisi criminali è Agnese Balestra Bianchi, Procuratore pubblico Rosa Item, il magistrato che ha seguito il caso e che ha portato Siciliano in carcere pochi giorni dopo il ritrovamento del cadavere della donna.

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