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Stipendi e quote societarie, al Como è ormai scontro a distanza

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Il vice-presidente azzurro Rivetti rilancia:"I bresciani non hanno messo un soldo e non hanno dato assicurazioni". La replica:"Nostre le garanzie per gli adempimenti". Squadra al lavoro: solo ammonito mister Brevi.

“Non hanno messo un soldo e non hanno dato nessuna garanzia, anzi, quella che hanno dato non conta nulla”. È uno scontro aperto ormai tra l’attuale dirigenza del Como e la cordata di imprenditori bresciani, capeggiata da Abele Lanzanova. Dopo le dichiarazioni di ieri sera, in diretta a Etv, di Fabrizio Cordini, oggi è il vice-presidente azzurro Rivetti a dire la sua. Diametralmente opposta alla versione di Cordini e soci. Scontro a distanza che potrebbe risolversi solo la prossima settimana. Rivetti precisa ancora:“Siamo disposti a vendere la società ma vogliamo prima i soldi, vogliamo le garanzie”. Dunque settimana prossima i bresciani, secondo Rivetti, si dovranno presentare all’appuntamento con i contanti, 400.000 euro (100mila la prima tranche per le quote societarie, iil resto  per i soldi degli stipendi). Stipendi che ieri sono stati pagati, secondo Rivetti, dall’attuale società.

"E' vero, i soldi li hanno messi loro, ma le garanzie le abbiamo date noi. Anche su un immobile riferibile alla società di Lanzanova". Fabrizio Cordini rilancia e precisa dopo l'uscita di oggi di Rivetti. Ed annuncia che il gruppo bresciano non ha voglia di perdere altro tempo:"Noi siamo pronti – ha concluso alla redazione – ad arrivare a Como ed acquistare la società. Abbiamo pronti 500.000 euro. I tifosi possono stare tranquilli".

Oggi, intanto, la squadra ha ripreso la preparazione dopo il ko interno con il Bassano. Domenica la delicatissima trasferta di Pagani. Il giudice sportivo ha solo ammonito – e non squalificato – l'allenatore Oscar Brevi, allontanato dall'arbitro domenica nella gara del Sinigaglia. Diffidato l'attaccante Maah, giunto ala sua terza ammonizione. Al prossimo cartellino giallo salterà una partita.

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