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Stupore e amarezza di Supino:”Non volevo offendere nessuno”

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Il consigliere si dice colpito dalla decisione della Procura di iscriverlo nell'elenco delle persone sottoposte ad indagini. "Io ho solo confermato che il volantino l'avevamo prodotto noi".

Amarezza e stupore. questa la reazione di Donato Supino, consigliere comunale di Como di Rifondazione comunista che da ieri è indagato per la vicenda Ca' d'Industria. Una giornata strana quella di ieri per Supino che è entrato in Procura a Como come persona informata sui fatti e ne è uscito poche ore dopo come indagato (vedi lancio precedente). Le accuse per lui sono quelle di diffamazione e false informazioni al Pubblico ministero. "Sono stato chiamato in Procura per spiegare alcune cose in merito al volantino – ha spiegato lo stesso Supino alla redazione – ed io ho confermato che l'avevamo prodotto noi". Il consigliere avrebbe quindi spiagato che il volantino, attribuito a Davide Scarano, il 42enne di Nesso, indagato per la vicenda Ca' d'Industria, in realtà era stato realizzato dal gruppo di Supino. Amarezza e stupore dunque per il consigliere che è rimasto colpito dalle accusa di diffamazione nei confronti della Ca' d'Industria "Sono rimasto colpito perchè quel volantino non voleva offendere nessuno – conclude Supino – anche perchè tutti sanno quanto mi sono adoperato, durante la vertenza, per trovare una soluzione . Non avrei avuto nessun motivo per diffamare"

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