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Como, i nuovi soci non si fermano un momento. Ma non basta

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Giornate frenetiche per gli imprenditori bresciani che hanno intenzione di subentrare a Di Bari e Rivetti. Il problema maggiore è quello degli stipendi: i soldi ci sono, ma forse non nei termini previsti. Corrono, danno appuntamenti. Incontri e telefonate. La squadra non l'hanno ancora potuta vederla, ma lo faranno a breve. Giornate frenetiche per i nuovi soci del Como, gli imprenditori bresciani intenzionati a subentrare nella gestione del club a Di Bari e Rivetti. Fabrizio Cordini ed Abele Lanzanova sono attivamente impegnati – dopo l'accordo sottoscritto nei giorni scorsi – a far arrivare i soldi degli stipendi nei tempi previsti dalla Lega (entro lunedì 15 novembre ndr). Ma forse tanto impegno non basta perchè nonostante il loro impegno i tempi per far passare il denaro da un conto ad un altro – in particolare quello controllato dalla Lega per verificare l'effettivo pagamento degli emolumenti – la scadenza rischia di non essere rispettata. Questione di giorni, ma il rischio c'è. Anche se Cordini e Lanzanova stanno provando ogni pista possibile. Anche se ancora non sono soci, insomma, stanno lavorando quasi 16 ore al giorni per il Como. E domenica saranno allo stadio per la seconda gara casalinga di fila con il Bassano:"E' andata bene con la Crenmonese – spiega Cordini – speriamo si possa fare il bis… Perchè sei punti in classifica, adesso, sono manna dal cielo". L'incontro con la squadra ad Orsenigo è previsto tra oggi e domani. Appena avranno un attimo di tempo tra un incontro e l'altro.

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