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Bruni all’esame finale con serenità:”Vada come deve andare…”

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Il giorno cruciale per il futuro del sindaco di Como. Stasera, in Comune, il voto sulla sfiducia. Lui ha chiuso le porte ai "ribelli" del Pdl ed in queste ore ostenta sicurezza. Tutto dipende da Arcellaschi. Sicurezza. Ed anche serenità. I più maligni dicono che è quella tipica di uno che sa di non avere più nulla da perdere ed anzi, così come stanno le cose, tutto da guadagnare. Stefano Bruni arriva così al voto decisivo per il futuro suo e della sua giunta: stasera, in comune a Como, la decisione sulla sfiducia chiesta a gran voce dall'opposizione. Contro Bruni dovrebbero votare anche i 5 ribelli del Pdl, usciti da poco dal partito, anche se l'incognita vera sembra essere quella di Arturo Arcellaschi. Il suo voto peserà tanto sull'andamento della mozione. Occorrono 21 voti per far decadere sindaco e giunta ed aprire ufficialmente la crisi politica ed amministrativa.

"Nessun ricatto, vada come deve andare…", Stefano Bruni almeno è tranquillo e senza rimorsi. Non ha accettato le condizioni-capestro imposte dai ribelli per non votargli contro e resta apparentemente tranquillo in queste ore di vigilia. In aula si va dalle 20,15 anche se il voto non dovrebbe arrivare prima delle 23 almeno. Ieri, al termine della giunta, il sindaco è stato realistico:"Questa potrebbe essere l'ultima riunione. Se così, fin da ora vi dico grazie per l'impegno mostrato e la dedizione nel vostro lavoro…".

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