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Ultimo giorno di attesa prima del voto. Comune, i nervi sono tesi

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Assoluta incertezza sull'esito della mozione di sfiducia presentata dall'opposizione nei confronti del sindaco Stefano Bruni. Clima pesante dopo che il primo cittadino ha chiuso la porta ai "ribelli" del Pdl. E domani in aula.

E' il giorno dell'attesa. Quello dove le acque, inevitabilmente, restano ferme in attesa di capire cosa succederà. Ultimo giorno prima del voto sulla sfiducia al sindaco di Como Stefano Bruni. Domani sera si va in aula e si vota. L'opposizione resta compatta nel dichiarare la sfiducia al suo operato, ora l'incertezza è tutta per i ribelli del Pdl confluiti in Autonomia liberale. I loro sette voti conteranno molto. Forse in modo determinante per decidere se mandare a rotoli l'amministrazione Bruni-bis oppure andare avanti. Dal primo cittadino, in questa vigilia, nessun commento. Chiaro che sa bene di essere appeso ad un filo. La sua ultima prova di forza, però, è stata decisa. ieri ha chiuso le porte in faccia ai sette ed alle loro richieste. "Sono stufo di ricatti". Le loro richieste prendevano le mosse da tre assessori da tagliare in nome del risparmio. Poi altre cose di contorno. Ma Bruni, dopo il confronto con i vertici provinciali e regionali del partito, ha detto no. Porta in faccia anche se adesso rischia fortissimo. Da parte del primo cittadino, infine, una "insolita" apertura al Pd:"Se questa amministrazione va avanti – ha spiegato – ci possiamo incontrare su alcuni tempi importanti tra cui il bilancio".

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