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Donna morta al Valduce dopo il parto, il giudice archivia il caso

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Nessun errore medico è emerso dalla relazione super-partes dei consulenti del Gup Nicoletta Cremona. Oggi sciolta la riserva. Ma i familiari della 44enne canturina non ci stanno:"Per noi la cosa non finisce qui…". Archiviazione per tutti gli indagati. Dieci tra medici ed ostetriche del Valduce di Como. Il Gup di Como, Nicoletta Cremona, ha sciolto in queste ore la riserva. Ed ha accolto le conclusioni della Procura cittadina che, nell'udienza di giovedì scorso, ha sollecitato questa conclusione alla luce della consulenza tecnica depositata dai periti del giudice per la morte di Elisabetta Montanino, 44enne donna di Cantù, morta al Valduce nel maggio di due anni fa dopo un parto travagliato, il terzo per lei. Poche settimane dopo è deceduto anche il piccolo Thomas venuto alla luce dopo una grave sofferenza ed una prolungata anossia cerebrale, vale a dire la mancanza di ossigenazione al cervello. Ma la perizia super-partes ha stabilito che non ci sono stati errori da parte dei sanitari che si sono attenuti scrupolosamente al protocollo sanitario nella fase del travaglio. “Escludo che la cosa finisca qui…”, tuona Marcello Campisani, avvocato della famiglia della donna morta. La famiglia, nel frattempo, ha già presentato una denuncia per due dei consulenti usati da Pm e giudice: si conoscevano, secondo loro, ed hanno lavorato nello stesso ambiente. "Per noi – conclude il legale – la vicenda non è conclusa”.

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