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Sei colpi in sequenza nelle banche: adesso sono tutti in cella

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Conclusa l'indagine della polizia di Como sui banditi che agivano con parrucche in testa e pelle di animale sulla falange del dito per le impronte digitali. Cura maniacale nel scegliere l'obiettivo. Due assalti anche in provincia.

Sono già tutti e tre in carcere. E lì hanno ricevuto in queste ore l'ordinanza del sostituto procuratore di Como Giuseppe Rose che li accusa di sei rapine in sequenza, dall'ottobre del 2008 all'aprile del 2009. Una a Varedo (Milano), tre nel lecchese (a Suello, Cassago Brianza e Calco), due nel comasco, in particolare alla Banca popolare di Sondrio di Carugo (13 ottobre del 2008) e l'altra all'Intesa San Paolo di Arosio (14 aprile 2009). Parrucca in testa, baffi finti e pistola: colpivano sempre così, stesso modo “seriale” di entrare in azione e prendere i soldi. Il riscontro dalle immagini delle telecamere a circuito chiuso. Ma le indagini della polizia di Como, squadra mobile, hanno permesso anche di evidenziare la loro cura, quasi maniacale, nel ricercare le banche da svaligiare: prima minuziose ricognizioni, la scelta della via di fuga e con quale mezzo. Poi i tempi di esecuzione e la possibile presenza di forze dell'ordine nelle vicinanze. Ultimo dettaglio quello delle impronte digitali: negli istituti in cui c'era questo sistema di accesso, loro erano in grado di aggirarlo fasciando la falange del dito con pelle di animale. Così poi entravano senza problemi in banca.

I tre rapinatori con la parrucca, ora raggiunti dalla copiosa ordinanza. sono Roberto Fantinato, 49 anni di Sesto San Giovanni, Dino Tenani anche lui di Sesto, 36 anni ed un passato con l'arma dei carabinieri e Gianpaolo Agrati, 39enne di Monticello Brianza. E curiosamente proprio lì, nella filiale della Popolare di Sondrio, sono stati bloccati quando hanno fatto irruzione per l'ennesimo colpo. Era il maggio del 2009. E da allora le rapine con queste modalità non si sono più verificate.

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