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Istigazione a delinquere e la diffamazione: Scarano ora rischia

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La Procura di Como ha chiuso l'inchiesta sul dipendente della Cà d'Industria che ha subito due perquisizioni a casa con il sequestro dei computer. Ora lui ed il legale impegnati per evitare il processo. Rischia il processo. E di finire in aula con le accuse di istigazione a delinquere e diffamazione. Davide Scarano, il 40enne dipendente della Cà d'Industria di Como, è ad un passo dal dibattimento in aula. L'inchiesta a suo carico, partita dalla segnalazione di alcuni suoi scritti sul social network Facebook, è ormai chiusa. L'avviso recapitato nelle ultime ore a casa dell'indagato – la cui posizione è stata stralciata rispetto alle altre per presunti violazioni commesse all'interno della struttura comasca – e del suo legale. Ora i due hanno pochi giorni di tempo per convincere la Procura che non c'è stata nè istigazione, nè diffamazione con gli scritti su internet. Altrimenti, inevitabile, la richiesta di processo. Scarano da novembre è sempre sospeso dal lavoro, dopo la seconda perquisizione subita ed il secondo Pc sequestrato. Il suo stipendio è stato dimezzato. "Mi sento come un terrorista…" continua a ripetere lui, ora davvero in difficoltà anche dal punto di vista economico.

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