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Arrighi, faccia a faccia col Pm che lo accusa di premeditazione

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Appuntamento nel carcere del Bassone. Il noto armiere di Como, che a febbraio ha ucciso nel suo negozio Giacomo Brambilla con tre colpi alla testa, cerca di convincere il magistrato:"Niente di premeditato". Proverà a convincere il magistrato. Ben sapendo che il Pm è un osso duro, durissimo. “Ma io voglio spiegare che non c'è stata alcuna premeditazione. Ero sotto tensione, è vero, ma non ha mai pensato di programmare quel delitto. E' stato un raptus, un impeto dopo che ha insultato la mia famiglia…”. Alberto Arrighi ripeterà queste cose domani nel faccia a faccia in programma con il magistrato nel carcere del Bassone. Ed il suo legale, Ivan Colciago, resta convinto che il tremendo omicidio dello scorso mese di febbraio – nell'armeria di via Garibaldi nel quale è stato ucciso Giacomo Brambilla – non è stato pensato dal suo assistito.

Il faccia a faccia tra Arrighi e Nalesso, con la presenza anche dell'avvocato Colciago, è stato richiesto dall'armiere per poter spiegare le circostanze in cui è avvenuta la brutale esecuzione con una pistola calibro 22 (due colpi) e poi con la calibro 40 di Brambilla (il colpo di grazia). Arrighi e quello che voleva diventare suoi socio nell'attività si sono dati appuntamento al negozio – chiuso per turno di riposo il lunedì – alle 14,30 dello scorso 1° febbraio. Pochi attimi prima Arrighi, fuori ad aspettare, ha incrociato un commerciante della zona e gli ha detto che aveva un appuntamento. Spiegandogli anche chi era. “Ecco perchè – conclude l'avvocato Colciago – chi premedita un delitto rivela ad uno che incontra casualmente per strada con chi si sta per vedere”. Per il Pm Nalesso – nell'atto di chiusura delle indagini – Arrighi avrebbe premeditato l'omicidio. Circostanza che lo potrebbe portare ad un passo dall'ergastolo in sede di udienza preliminare.

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