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Rinaldin va in aula, parte il processo per la presunta tangente

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Rinviato a luglio per la composizione di un nuovo collegio giudicante, il dibattimento al consigliere regionale scatta oggi a Milano. Lui ha sempre negato ogni cosa:"Non vedo l'ora di poter spiegare le cose…".

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Una presunta tangente incassata: 30.000 euro per la ristrutturazione del Lido di Menaggio. Ma non solo: anche il finanziamento illecito al suo partito con 100.000 euro. Sono queste le accuse che hanno portato in aula Gianluca Rinaldin, il consigliere regionale comasco del Pdl che da oggi, al Tribunale di Milano, inizia questo dibattimento che lui stesso ha voluto dopo aver respinto tutte le accuse. Non ha accettato alcun rito alternativo in udienza preliminare, convinto di poter spiegare e dimostrare l'inconsistenza delle prove a suo carico raccolte dala Procura di Milano. Il dibattimento, rinviato a luglio per la composizione di un nuovo collegio giudicante, dovrebbe partire in queste ore. Rinaldin, con i suoi legali, dovrebbe essere in aula. "Non vedo l'ora di poter spiegare come si sono svolte le cose. Io non ho commesso nulla di illegale…", ripete il consigliere regionale.

I fatti contestati risalgono agli anni dal 2005 al 2007 quando Rinaldin era assesore provinciale al turismo. Per la stessa vicenda il suo successore in Provincia – Giorgio Bin – era stato arrestato ed era finito per tre mesi a San Vittore. Poi aveva scelto il patteggiamento della pena.

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