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Como, sette giorni al voto sulla sfiducia a Bruni: grandi manovre

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Tra una settimana la resa dei conti dopo settimane di tensione. Il sindaco rischia di concludere anzitempo il mandato. Da verificare la posizione dei cinque usciti da poco dal Pdl. E poi l'incognita Lega. Le grandi maniovre sono già iniziate. Perchè tra sette giorni esatti (lunedì 8 novembre) in consiglio comunale a Como ci sarà la resa dei conti finale. Il voto sulla sfiducia al sindaco Stefano Bruni richiesto dall'opposizione compatta. I numeri, al momento, starebbero ad indicare un sindaco in difficoltà, senza il margine utile a salvarsi in corner. Ma le grandi manovre di questi giorni sono quelle di un sondaggio delle intenzioni di voto dell'ex leghista Emanuele Lionetti e di Luigi Bottone, colui che con la sua firma ha cosnentito di depositare in consiglio comunale la mozione contro Bruni. Poi i cinque del Pdl usciti settimana scorsa tra cui il presidente dell'assemblea di Palazzo Cernezzi Mario Pastore. E l'incognita vera è la Lega Nord ed i suoi sempre critici rappresentanti in giunta e tra i banchi del consiglio. Se riceveranno dalla segreteria nazionale l'ordine di affossare Bruni, allora per il sindaco di Como non ci sarebbe scampo.

Ma Bruni resta sereno nonostante tutto. Lo ribadisce ad una settimana dall'esame più difficile:"Finora i voti ci sono – spiega – ora bisognerà vedere l'intenzione di chi è uscito dal partito, ma non ha ancora chiarito cosa fare. Sarebbe un danno per la città decidere di interrompere qui l'attività amministrativa". Che, a dire il vero, in questi anni ha prodotto poco tra litigi ed incomprensioni varie anche nella stessa maggioranza.

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