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Frode da brivido con “Gratta&Vinci” falso: 11 milioni di tarocchi

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Questa la cifra, impressionante, di tagliandi che la Finanza di Olgiate contesta ad un uomo di Turate, del tutto sconosciuto al fisco. Denunciato e guai in vista. Indagini concluse, ora la resa dei conti.

La frode è imponente. E lo dicono anche i numeri delle indagini – ora concluse – dei finanzieri di Olgiate Comasco. 11 milioni di falsi tagliandi di lotteria istantanea “Gratta & Vinci” messi sul mercato negli anni scorsi per un controvalore sul mercato di 14 milioni di euro. In tutto 17 concorsi a premio illegali. Al fisco nascosti 7 milioni di euro di ricavi, nonché Iva ed altre imposte per un milione e mezzo. Conclusioni da brivido quelle delle fiamme gialle lariane per l’inchiesta che ha portato ad individuare una società di Turate che avrebbe portato avanti per anni questa attività illecita di commercializzazione di tagliandi non autorizzati: erano senza l’autorizzazione dei Monopoli di Stato.

Denunciato il rappresentante legale della azienda – del tutto sconosciuto al fisco – per esercizio abusivo del gioco riservato allo stato, truffa e frode in commercio. Si tratta di Antonio Patti, di Turate. La sua società – Bet Point di Cislago (Varese) – si qualificava come casa editrice per poter ottenere anche agevolazioni fiscali. Il meccanismo scoperto dai finanzieri prevedeva la stampa di cartoline che poi finivano, in genere, a edicole o tabaccai. Alla vendita era abbinato un concorso a premi che prevedeva la consegna di un Gratta e Vinci simile a quello originale. Ma, in realtà, falso e che mai avrebbe portato una vincita.

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