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Oggi a Cantù, domani a Como: silenzio al rintocco della campana

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E' il modo scelto dall'Università popolare Auser di Como per ricordare le 85 vittime della strage di Bologna 30 anni fa. C'era anche una famiglia lariana. Nessun discorso ufficiale, solo dolore e raccoglimento.

Quasi irreale. 85 rintocchi di campana in sequenza. Per ricordare in silenzio. Con dolore e raccoglimento. Senza discorsi, senza parole. E' stato questo il modo scelto dall'Università popolare Auser di Como, con il patrocinio di enti ed associazioni del territorio, la tremenda strage di Bologna avvenuta proprio 30 anni fa (2 agosto 1980 alla stazione). E tra le 85 vittime – ecco perchè tanti rintocchi – anche la famiglia comasca Mauri/Bosio: Carlo, Anna, il figlio Luca di appena 6 anni. Stamattina i suoni della campana hanno fatto raccogliere decine di persone in un momento di riflessione silenziosa sul sagrato della chiesa di San Michele a Cantù perchè i Mauri hanno abitato per diversi anni proprio in via Sabotino nella cittadina brianzola.

Domani (lunedì 2) tocca a Como. Appuntamento alle 10 alla basilica di San Fedele, mentre gli 85 rintocchi di campana inizieranno alle 10,25, l'ora in cui 30 anni fa scoppiava alla stazione di Bologna la bomba che ha fatto strage di innocenti. Porta della chiesa spalancata, su indicazione degli organizzatori, per un momento di libera riflessione. Anche in città non sono previsti nè discorsi, nè parole, nè musiche, nè canti. Solo silenzio e memoria. L'obiettivo di Università popolare, come ha spiegato Gerardo Monizza, è quello di portare in piazza anche a Como tanti cittadini ed autorità, ma senza alcun simbolo ufficiale.

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