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Nel tunnel dell’usura finiscono anche cinque imprenditori lariani

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Lo si apprende dagli atti dell'inchiesta dei carabinieri di Campione che ha portato ad otto ordinanze di custodia cautelare in carcere. Le tre donne hanno già ottenuto i domiciliari, una solo in cella. Tante vittime. In particolare imprenditori con il "vizio" del gioco e di frequenti puntate al casinò di Campione d'Italia. E tra di loro saltano fuori anche cinque comaschi, di medie-grandi dimensioni secondo gli inquirenti, che sono finiti in un tunnel di usura, estorsioni e minacce pazzesco. La conferma dagli atti di questa inchiesta praticamente conclusa e che ha portato la Procura di Como a chiedere – ed ottenere dal Gip Nicoletta Cremona – otto ordinanze di custodia cautelare in carcere per i presunti componenti di due organizzazioni spietate che da anni avrebbero gestito i prestiti a Campione. Applicando tassi da brividi, mandando sul lastrico decine di persone. Imprenditori in particolari. Almeno 100 le vittime accertate, ma il sospetto è che questo numero è destinato a crescere se si continuerà a scavare.

Tre delle otto persone colpite da provvedimento, intanto, hanno ottenuto gli arresti domiciliari su indicazione degli stessi militari: si tratta di altrettante donne alle prese con bambini in tenerà età. E' il caso delle sorelle Emanuela e Patrizia Castelluccia, di Luino, rispettivamente di 41 e 48 anni, figlie del presunto organizzatore del giro di prestiti a tassi da usura Aldo, finito in cella nonostante l'età (7o anni). Domiciliari anche per la 35enne bulgara Petia Balabanova di Sorengo (Lugano), di fatto amministratrice della società Cambio Italia. Anche lei è alle prese con un figlio piccolo. Tutti gli altri sono in carcere in attesa di essere interrogati dal Gip Cremona che ha firmato le ordinanze: sono Aldo Castelluccia, 70 anni di Breganzona (Svizzera), di fatto responsabile della prima organizzazone, Filippo Maurizio Messina, 42, di Taverne (Lugano), amministratore della Italcambi e Aster Yemer Abegaz, 56, di Breganzona (Ticino), intestataria di questo ufficio ed unica donna tuttora detenuta-

La seconda organizzazione – stesse accuse – sarebbe stata composta da Luigi Santonicola, 53 anni, di Gentilino (Lugano), titolare ufficio Cambio Italia, Francesco Muzzopappa, 54, di Luino, socio, Petia Lorgakieva Balabanova, 35, bulgara residente a Sorengo (Lugano), amministratrice unica società.

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