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Lavoro, più morti in strada che in cantiere:”Non basta ancora”

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Moderata soddisfazione dei sindacati dopo i dati dei primi mesi del 2010 nel comasco. "Mai abbassare la guardia – spiegano alla Cisl -. Il vero dramma, però, sono i giovani senza occupazione". Passi in avanti fatti. Altri ancora da fare. "Perchè non bisogna mai abbassare la guardia e perchè non è accettabile morire al lavoro. Ma per la sicurezza in cantiere e nelle fabbriche il livello raggiunto è alto…". Moderatamente soddisfatto Mario Piccinelli, il responsabile sicurezza della Cisl di Como nel presentare i dati dei primi sei mesi dell'anno in provincia di Como. "Il paradosso è che si muore più in strada, nel tragitto verso il luogo di lavoro, che nei cantieri o nelle ditte". Nei primi sei mesi del 2010, infatti, un solo decesso per una caduta dal tetto (settimana scorsa a Locate Varesino), mentre gli altri cinque sono avvenuti sulle strade.

Ma da Piccinelli arriva un preoccupato grido di allarme per altri aspetti del mondo del lavoro:"I tanti, tantissimi, ragazzi ancora senza una occupazione e l'esagerato ricorso alla cassa integrazione. Significa che l'economia lariana non si è ancora messa in moto come tutti vorrebbero. Certo, ci sono gli aiuti sociali. Ma più si va avanti e più le ditte non ce la fanno più a rialzarsi. "Bruciano" tutte le settimane di cassa e poi ne hanno bisogno di altre. Non è un bel segnale…".

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