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Il blitz di Legambiente sul Lario:”Adesso basta con il cemento”

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La manifesdtazione questa mattina durante il passaggio, nella zona dell'alto lago, della Goletta incaricata di controllare lo stato delle acque. Il territorio sta soffrendo di una crescita delle costruzioni.

Il lago di Como rischia di soffocare sotto il cemento. E' questa la preoccupazione di Legambiente che in mattinata, in occasione del passaggio della Goletta dei Laghi, la campagna per il monitoraggio delle acque lacustri, ha srotolato lo striscione "No al cemento". Il blitz dell'associazione ambientalista ha voluto puntare il dito contro l'eccessivo consumo di suolo che in questi ultimi anni sta deturpando la costa del lago di Como .

 

"Il passaggio della Goletta dei Laghi di Legambiente non è solo l'occasione per fotografare lo stato di salute del Lario – commenta Barbara Meggetto, portavoce della Goletta dei Laghi -. Il territorio dei grandi laghi, più di qualsiasi altro luogo di Lombardia, vive di qualità del paesaggio: il continuo rosicchiamento dei pochi suoli liberi è una minaccia non solo per l'ambiente e la sicurezza idrogeologica, ma anche per il futuro turistico di queste località"

Sono 51 i comuni che si affacciano sul Lario e che, dal 1999 al 2007 in base all'ultima versione del rapporto sugli usi del suolo di Regione Lombardia, hanno costruito ben 323 ettari, una media di 40 ettari all'anno: per farsi un'idea di cosa ciò significhi, 40 ettari sono poco più dell'intera estensione urbana del paese di Laglio. Dunque, è come se, ogni anno in riva al lago di Como, nascesse una nuova Laglio.

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