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Ndrangheta anche sul Lario, tredici in cella nel blitz di stamane

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Imponente operazione coordinata dalla Procura di Milano e dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo. Tutti i nomi degli arrestati. Coinvolto anche un imprenditore del lecchese, da poco fallito. La maxi-operazione della Procura di Milano contro la ndrangheta e le sue ramificazioni al Nord Italia ha toccato da vicino stamane anche il comasco. Con ben 13 arresti complessivamente eseguiti dai carabinieri delle compagnie di Cantù e di Como assieme ad alcune stazioni del territorio. A finire in cella diversi presunti affiliati a potenti cosche mafiose del Sud residenti nel canturino ma anche nell’erbese. Le accuse per loro, a vario titolo, sono quelle di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata al possesso di droga ed armi.

Questi i nomi degli arrestati, alcuni dei quali considerati referenti di potenti cosche mafiose: Rocco Cristello (di Cabiate, 49 anni), Francesco Cristello (Cabiate, 41), Antonio Belnome (Inverigo, 38 anni), Girolamo Calello (Carugo, 38), Cristian Silvagna (Cantù, 38), Nicola Minniti (Mariano, 36), Salvatore Muscatello (Mariano, 76 – agli arresti domiciliari), Giuseppe Furci (Valbrona, 53), Luigi Vona (Valbrona, 57), Aurelio Petrocca (Merone, 60), Domenico Petrocca (Longone, 39), Renato Martino (Pusiano, 40), Maurizio Basile (Ronago, 37).

Nel blitz di oggi arrestate complessivamente 300 persone in tutta Italia. Operazione coordinata dalla Procura di Milano e dalla Direzione distrettuale antimafia. Nei guai anche l'imprenditore lecchese Ivano Perego, ex amministratiore dell'omonima società di trasporti di Cassago Brianza, dichiarata fallita di recente. La Perego, secondo la Procura di Milano, sarebbe stata controllata di fatto dal clan di Salvatore Strangio che l'avrebbe portata sul lastrico. Nei mesi scorsi è stata anche coinvolta in una inchiesta di Polizia e Procura di Como su un presunto traffico illecito di rifiuto tossici. Lo stesso Ivano, assieme agli altri fratelli, risulta tra gli indagati.

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