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Lo ha ucciso sul cancello, ma non è imputabile: niente carcere

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Lo ha deciso oggi il Gup di Como Alessandro Bianchi. Il delitto dello scorso agosto a Carate Urio si chiude qui. L'autore, reo-confesso tra mille contraddizioni, giudicato incapace di intendere e volere. Non è imputabile di nulla. Perchè la perizia disposta dal Gup di Como lo ha riconosciuto incapace di intendere e volere. Anzi, dal punto di vista squisitamente giuridico, è stato anche formalmente assolto dal Gup Alessandro Bianchi dai reati contestati, l'omicidio del suo ex datore di lavoro Antonio Dubini, 67 anni, e la premeditazione con la quale avrebbe colpito sul cancello di casa dopo averlo fatto scendere al citofono. Antonio Terribile, 45enne di Cadorago, era in aula oggi quando il giudice – accogliendo le richieste di accusa e difesa – ha concluso per questa soluzione. Che lascia un ò perplessi ed attoniti i familiari della vittima, ma dal punto di vista giudiziario è ineccepibile. Terribile, reo-confesso dopo quasi due settimane dal delitto pur tra mille contraddizioni e spiegazioni farneticanti, non può essere imputato. Dunque, niente carcere e neppure un processo. Ma Bianchi ha disposto per lui un minimo di 5 anni di ospedale psichiatrico giudiziario. Misura che, inevitabilmente, verrà poi rinnovata per lui.

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