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Pochi minuti in aula e il rinvio. Rinaldin, processo a novembre

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Udienza brevissima oggi al Tribunale di Milano nel dibattimento che vede imputato il consigliere regionale del Pdl. E' accusato di avere intascato tangenti per la ristrutturazione del Lido di Menaggio. Pochi minuti in aula e poi il rinvio. Al prossimo 3 novembre quando dovrà essere composto un nuovo collegio giudicante. E così il processo al consigliere regionale comasco del Pdl Gianluca Rinaldin – al via oggi a Milano – è durato solo una manciata di minuti. Poi tutto aggornato a novembre. Per Rinaldin, che ha sempre negato tutto con assoluta decisione, l'accusa è di avere intascato una tangente da 30.000 euro per la ristrutturazione del Lido di Menaggio. A lui vengono contestati dal Pm di Milano episodi che vanno dal 2005 al 2007, quando era assessore provinciale al turismo.

Non solo la tangente, che Rinaldin rigetta con sdegno, ma anche altro. Un presunto finanziamento illecito al partito da 100.000 euro. Il consigliere regionale comasco, per questa inchiesta, era anche finito agli arresti domiciliari. Ma lui si è sempre detto sereno e sicuro di poter dimostrare l'assoluta estraneità dei fatti contestati. Da qui la sua candidatura, non senza polemiche, alle scorse elezioni regionali dove poi è stato eletto al Pirellone sia pure con il ripescaggio. Il successore di Rinaldin in Provincia – assessorato al turismo – Giorgio Bin era addirittura finito in carcere a San Vittore per la stessa vicenda. Poi aveva scelto – quasi due anni fa – il patteggiamento della pena.

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