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No della Procura, conti e beni di Brambilla rimangono bloccati

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Lo ha deciso il Pm Antonio Nalesso, cui è stato affidato il caso del delitto di inizio febbraio all'armeria di via Garibaldi a Como. La richiesta avanzata nei giorni scorsi dai legali della vittima. Per la Procura di Como non ci sono gli estremi per dare riscontro alla richiesta dei legali della famiglia di Giacomo Brambilla. E così il magistrato che sta seguendo gli sviluppi del delitto in armeria avvenuto ad inizio febbraio a Como – Antonio Nalesso – ha rigettato la richiesta di dissequestro di tutti i beni della vittima avanzata dai legali Restuccia e Gualdi nei giorni scorsi. Tutto, dunque, resta bloccato. L’inchiesta sul delitto, intanto, è alle battute conclusive: tra poche settimane il Pm dovrebbe chiudere il fascicolo con le sue conclusioni. Probabile la contestazione della premeditazione al noto armiere di Como, tuttora in carcere. Il delitto è avvenuto nel negozio di via Garibaldi il lunedì pomeriggio, ad attività chiusa. Tra i due rapporti sempre più tesi negli ultimi mesi.

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