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E il giudice non fa sconti ai rapinatori seriali: 36 anni di carcere

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La condanna emessa oggi in Tribunale a Como. Tutti canturini i protagonisti, fermati dai carabinieri nel febbraio del 2009 dopo un colpo a Merone. Per la mente della banda 12 anni. Uno assolto.

Severissima condanna. Una mazzata vera da parte del Gup di Como Alessandro Bianchi. 36 anni di carcere complessivamente, da dividere fra i quattro rapinatori fermati dai carabinieri del reparto operativo di Como nel febbraio del 2009 dopo una serie impressionante di rapine a farmacie, banche, qualche esercizio commerciale tra canturino e bassa comasca. Erasno stati intercettati a Merone, fuori dalla farmacia appena assaltata. 18 i colpi che vengono imputati loro nell’arco di pochi mesi tra 2008 e primi mesi dell’anno successivo.

Oggi la stangata in udienza al Tribunale di Como. Quattro di loro – tutti canturini – ritenuti colpevoli (anche dopo riconoscimento fotografico e direto di alcune delle vittime) di quegli assalti a raffica: la pena più alta (12 anni e 10 mesi) per Franco Cordisco, 37enne, considerato la mente della banda. Organizzatore ed esecutore della maggior parte di queste rapine con le armi in  mano. Dieci anni e mezzo per il complice Flavio La Scala, sette anni ed otto mesi per il 36enne Salvatore Porcheddu, cinque e due mesi per Nunzio Bentivoglio, 46 anni, canturino lui pure. Per loro anche il pagamento delle spese processuali – oltre a multe di diverse migliaia di euro – il mantenimento in carcere e l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.

Un quinto presunto complice – inizialmente arrestato per una sola rapina – è stato assolto dal giudice per non aver commesso il fatto. Si tratta del 38enne Emanuele Mazzolla.

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