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La Procura ticinese:”Solo un malinteso con i colleghi di Como”

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Sembra chiarito l'equivoco che ha portato ad un quasi incidente diplomatico per lo schianto dello scorso 21 aprile a Brienno. Un motociclista morto dopo l'impatto con l'auto di servizio degli agenti. "Un malinteso. Una comunicazione non arrivata a destinazione anche se, di fatto, effettuata…". La Polizia cantonale ticinese lo ribadisce, secondo fonti giornalistiche svizzere, ad un mese esatto dal quasi incidente diplomatico per l'incidente mortale di Brienno. Dove un 50enne motociclista di Alzate Brianza è morto per essere finito con lo scooter contro l'auto di servizio della polizia ticinese impegnata in una ricognizione in zona, forse dopo che la vettura ha compiuto una manovra errata. Solo un malinteso, dunque. Perchè la Procura di Como – venuta a conoscenza dell'episodio – ha ribadito che nessuna comunicazione era arrivata loro della presenza degli agenti e del Procuratore pubblico Rosa Item a Brienno, dove è avvenuto lo schianto costato la vita all'uomo.

Secondo la Cantonale, la presena sul Larios arebbe stata comunicata in precedenza. Ai carabinieri di Cernobbio per la precisione. Che ora finiscono nel mirino: sarebbero stati loro a non "girare" la notizia della visita alla Procura cittadina. La visita di Rosa Item e dei poliziotti era in relazione al delitto di Castel San Pietro: la morte di Beatrice Sulmoni, uccisa dal marito e poi gettata nel lago di Como. Il suo cadavere ritrovato a Laglio.

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