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La crisi ora fa meno paura anche se i mercati restano instabili

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Informazione commerciale: Esame della situazioni e prospettive con lo Chief investiment del gruppo Unicredit. Ecco come poter scegliere al meglio, in questo momento, il proprio investimento. Ancora una volta si parla di crisi, in particolare dopo i problemi economici della Grecia. Ora ci si chiede cosa succederà nel resto del mondo e se ci saranno problemi anche per il nostro paese. “La crisi nasce dal deficit pubblico dei paesi periferici dell’area euro, divenuto sempre più insostenibile – spiega  Mauro Ratto, Chief investiment officier di Pioneer, Gruppo UniCredit. – A questo si è aggiunta l’assenza di una politica fiscale comune nell’area Euro e la mancanza di una politica monetaria comunitaria, elementi che hanno fatto esplodere la crisi. Con un effetto domino, la crisi, infatti, ha iniziato ad interessare anche il settore finanziario e rischiava di avere conseguenza sulla liquidità globale del sistema finanziario e sulla stabilità dell’unione monetaria”. Per affrontare la soluzione l’Ue ha varato il piano da 750 miliardi di euro che consente di guardare con più ottimismo alla tenuta dell’euro e dei mercati, ma alcuni problemi dovranno comunque essere affrontati con maggior chiarezza in futuro. Anche la Banca Centrale Europe (Bce)  potrà intervenire direttamente sui mercati obbligazionari acquistando titoli di stato. “Si tratta in questo senso- sottolinea Ratto- di una decisione storica che non era mai stata presa dalla nascita della BCE ad oggi e il pacchetto approvato è di fatto la maggiore operazione finanziaria della storia dell’Unione Europea e segna un concreto passo in avanti verso una maggiore concertazione in tema di politiche fiscali. Resteranno comunque da affrontare alcune problematiche legate ai meccanismi di supporto per i paesi in difficoltà e alle eventuali modalità di espulsione dall’euro, ma sicuramente le misure approvate avranno un impatto positivo sui mercati e sono ben superiori alle attese, confermata dalla reazione dei mercati”. I dati macroeconomici recenti confermano un quadro di crescita globale trascinato soprattutto dal mercato americano e dai paesi emergenti. Anche la Cina e i paesi emergenti confermano buoni tassi di crescita, con qualche rischio inflazionistico in più. “Per quanto riguarda l’Europa –conclude Ratto –  va ricordato che i paesi periferici (Grecia, Spagna, Portogallo, ecc.) pesano per circa il 25% del PIL complessivo. Su questi paesi verranno messe in atto politiche restrittive con piani molto duri di rientro del debito pubblico che potrebbero, così, impattare sulla crescita complessiva dell’area. Alla fine ci sarà crescita complessiva per l’area, anche se più contenuta rispetto a quella americana, con l’euro che riteniamo si manterrà debole”. 
Il conto su misura è una vera e propria realtà. Sono sempre più numerose, infatti, le soluzioni offerte dagli Istituti di credito. Esiste una soluzione per ogni tipologia di risparmiatore. Per scegliere bene però bisogna conoscere bene le proprie esigenze. Bisogna sapere quante operazioni in media si faranno nel corso dell’anno? Quanti i prelievi con assegni? Quanti i prelevamenti Bancomat, le domiciliazioni delle utenze (luce, gas, telefono), e gli addebiti relativi all’utilizzo della carta di credito? Ognuna di queste operazioni, ovviamente, ha un costo, e questi costi sono trattati diversamente a seconda del tipo di conto da scegliere. Vanno tenuti presente anche i servizi accessori come l’operatività on line, la gestione dei titoli. Per scegliere bene bisogna quindi tracciare il proprio identikit e, su questa base scegliere la tipologia di conto corrente più adatta alle proprie esigenze, e sopratutto più economica. Per poter confrontare le diverse offerte di conti correnti il sito web del Consorzio PattiChiari (www.pattichiari.it), nella sezione dedicata all’iniziativa “Conti correnti a confronto”, raccoglie circa 500 prodotti di conto corrente offerti dalle banche aderenti all’iniziativa, e le relative condizioni economiche; si possono cercare secondo un profilo di utilizzo predefinito o utilizzando la modalità di ricerca personalizzata. 
Stessa cosa per i prestiti personali. Anche in questo caso ci sono diverse soluzioni. Il prestito personale è un finanziamento di importo medio-alto, concesso senza specificare la finalità di acquisto e può essere richiesto esclusivamente dai consumatori e non da imprese o imprenditori. Il rimborso avviene con rate mensili, calcolate applicando al capitale finanziato un tasso d’interesse, il Tan, tasso annuo nominale. Esistono diverse soluzioni in base alla tipologia lavorativa, al reddito e la presenza o meno in centrali rischi. I grandi istituti bancari, oltre a offrire una scelta maggiore, danno sicuramente più garanzie di affidabilità e di attenzione al cliente, oltre alla possibilità di richiedere prestiti online. Il Prestito Contante di UniCredit Family Financing Bank, ad esempio è un finanziamento pensato per coloro che vogliono una riserva di liquidità sempre disponibile, indipendentemente dalle finalità di spesa e richiedibile direttamente online. Il rimborso può avvenire in un minimo di 24 fino a un massimo di 84 mesi. Il TAN è del 9,00%, mentre il TAEG oscilla tra un minimo del 9,74% e un massimo del 10,46%. Oltre ai costi legali, sono previste spese di istruttoria pari all’1% del capitale erogato, senza spese di incasso del RID.
  

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