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Muratore in cella per la violenza: silenzio, ma tanti indizi contro

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Il 33enne marocchino fermato ieri dai carabinieri a Manera di Lomazzo non dice nulla sulla aggressione alla ragazzina di 16 anni di lunedì. Ma telecamere e vestiti indossati lo inchiodano. Silenzio, ma gli indizi sono tanti. Tra cui un riconoscimento diretto della vittima, suo e dei vestiti indossati lunedì in occasione della aggressione in un bosco di Lomazzo ad una ragazzina 16enne. Minacciata, poi violentata sessualmente (vedi precedenti lanci). Ora il giovane immigrato marocchino, 33enne, muratore regolarmente domiciliato a Solaro (Milano) è al Bassone in attesa dell'interrogatorio di convalida del Gip di Como Alessandro Bianchi. E' rimasto zitto quando i militari lo hanno fermato e portato in caserma. Quando gli hanno perquisito la casa e gli hanno trovato quegli abiti in valigia. Pronta forse per scappare secondo i militari. Zitto quando lo hanno posto in stato di fermo e portato in carcere. Ora comparirà davanti al giudice per la convalida di questo provvedimento restrittivo. La giovanissima vittima, pur se ancora sotto choc, lo ha riconosciuto come l'autore della violenza. Senza alcun dubbio. "Si, è stato lui…".

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