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Casinò, riciclaggio e peculato: l’imputata sceglie di patteggiare

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Una sola posizione già definita oggi al Tribunale di Como. La vicenda è quella di una cospicua fetta di soldi girati negli anni scorsi al promoter milanese Muciaccia per feste e spettacoli.

Una udienza assolutamente interlocutoria. Dove gli imputati hanno sollevato, tramite i rispettivi legali, una serie di eccezioni preliminari. Tutte poi respinte dal gip di Como Luciano Storaci. La vicenda è quella del presunto riciclaggio di tre milioni di franchi svizzeri della Casa da gioco di Campine d’Italia che sarebbero finiti, secondo la contestazione della Procura di Como, in parte ad una fiduciaria luganese ed in parte – secondo il Pm Fadda con fatture per operazioni inesistenti – al promoter milanese Giovanni Muciaccia (da qui anche la contestazione di peculato).
 

Tra gli imputati c’è anche l’ex sindaco di Campione d’Italia, Roberto Salmoiraghi, che nega ogni addebito. Come pure tutti gli altri imputati: tra di loro l'ex amministratore delegato del Casinò Domenico Tuosto, Muciaccia appunto, una sua assistente (Ida De Sanctis) ed un dipendente di una fiduciaria luganese, Mattia Penza. L’udienza di oggi è stata decisamente interlocutoria e ogni decisione è stata spostata al 24 giugno. La De Sanctis ha presentato richiesta di patteggiamento ad 11 mesi. Verrà ratificata la prossima volta.

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