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Una frode fiscale da 14 milioni, imprenditore erbese in carcere

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Si tratta di un 39enne, amministratore di fatto della Tecnomeccanica sas. Avrebbe cercato di distruggere tutta la documentazione contabile per non lasciare traccia. Ecco come è stato incastrato.

9 milioni di euro di false fatture. Per operazioni mai eseguite. E poi ricavi non dichiarati al fisco per 5 milioni di euro. Sono numeri importanti quelli che la Polizia Tributaria della Finanza di Como contesta a Davide Occhiuto, un 39enne imprenditore di Lurago D’Erba, titolare di fatto di ben cinque aziende del settore manutenzione ed installazione di macchine industriali. Tutte di Erba tra cui la Tecnomeccanica sas di via Mascagni della quale risulta amministratore di fatto. Occhiuto, al termine dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Como (Pm Giuseppe Rose), è finito in carcere. Colpito da ordinanza di custodia cautelare, firmata dal Gip, per frode fiscale. Una mega-frode visto che la stima si aggira sui 14 milioni di euro complessivamente.

Guai anche per altre sette società che i finanzieri hanno scoperto dopo mirati accertamenti, tutte attive nello stesso settore industriale della Tecnomeccanica e della Maccanosystem di via dei Frassini, sempre ad Erba. E poi per sei persone (conoscenti, la compagna ed ex dipendenti di Occhiuto), che sono state denunciate a piede libero dalla Finanza per emissione ed utilizzo di false fatture, false scritture contabili e dichiarazione infedele. E dire che l’imprenditore erbese finito al Bassone ha cercato di non lasciare traccia della sua attività illecita cercando di distruggere la documentazione contabile. Ma le fiamme gialle lo hanno incastrato ugualmente partendo da un controllo sull’antiriciclaggio. E si sono accorte di una serie di fatture emesse a favore di una delle società dell’imprenditore con un numero di conto corrente aperto mesi dopo l’emissione delle fatture. Facile, dunque, arrivare alla conclusione che le stesse erano state retrodatate.

Occhiuto, dunque, avrebbe gestito ben cinque società in questi anni. Andando anche a coinvolgere altre imprese più piccole, certamente "compiacenti", e dalle quali avrebbe ottenuto false prestazioni di mano d'opera mai eseguite. Con conseguente evasione delle imposte.

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