CiaoComo - Notizie in tempo reale, news a como di cronaca, politica, economia

Perse la gamba dopo una banale infezione: assolti due medici

Più informazioni su

Si tratta di direttore sanitario e specialista di una casa di cura di San Fermo della Battaglia. Lì è iniziato, nel 2007, il calvario di un pensionato di Como, poi costretto a subire l'amputazione dell'arto. Inizialmente una banale infezione ad un piede dopo una caduta accidentale. Un unghia incarnita mal curata, per la precisione, secondo la prima diagnosi dei medici. Ma che hanno portato un 60enne residente in centro Como (Alfredo Coppini) a vivere un autentico incubo. Fatto di ricoveri e cure, fino alla decisione dei medici dell’ospedale Fatebenefratelli di Erba di amputargli la gamba sinistra per salvargli la vita. Arto che, con il passare delle settimane, era sensibilmente peggiorato, con un forte stato purulento. Il tutto in un quadro clinico già abbastanza compromesso con l’aggiunta di varie patologie.

A finire nei guai – indagati dalla Procura di Como dopo l’esposto della famiglia del pensionato – sono stati i due medici (tra cui il direttore sanitario) di una casa di cura di San Fermo della Battaglia, i primi a prendersi cura del paziente: Pietro Catania e Sabrina Borghi. Accusati di non aver capito la gravità dell’infezione al piede del pensionato. Ma alla fine del tutto riabilitati dallo stesso Pm Antonio Nalesso che ha svolto tutti gli accertamenti del caso. Ed ha affidato ad uno specialista di medicina legale, Ruggero Nesci, la consulenza risolutiva. Da questa non è emerso alcuna colpa professionale riferibile ai due medici di San Fermo, uno assistito dall’avvocato Di Marco e l’altro dal collega Albanese. Per Catania e Borghi, dunque, proscioglimento accolto in pieno dal Gip di Como Alessandro Bianchi. Il calvario di Coppini è iniziato nell'estate del 2007.

Più informazioni su