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La Caleffi vuole risposarsi in cella, ma a casa non dice niente

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Il legale dell'ex infermiera, condannata a 20 anni per le morti in corsia, conferma la circostanza. Cerimonia il 19 maggio a San Vittore. I genitori di Sonya cascano dalle nuvole:"Non lo sappiamo". Sonya Caleffi ha deciso di sposarsi. Per la seconda volta e con rito civile visto che è tuttora detenuta nel carcere di San Vittore a Milano dove ha conosciuto quello che sta per diventare il nuovo marito: un carcerato della sezione maschile. L’incontro è avvenuto nei mesi scorsi – durante un momento comune nel carcere – e tra i due sarebbe stato subito amore. Con Sonya ed il detenuto che si scrivono con regolarità e che ora avrebbero pure fissato la data del matrimonio: mercoledì 19 maggio in carcere. Una cerimonia, giocoforza, sobria e con pochi invitati tra cui uno dei due legali di Sonya, il lecchese Claudio Rea, che conferma la circostanza. “Per lei è un momento bello – spiega l’avvocato che ha seguito l’ormai 40enne infermiera comasca – ed è giusto esserci a condividerlo”. I due, dopo la cerimonia, avranno la possibilità di avere colloqui mensili della durata complessiva di quattro ore. La Caleffi, condannata in tre gradi di giudizio a vent’anni di reclusione per i cinque omicidi contestati quando lavorava in corsia a Lecco, è arrivata quasi alla metà della pena, compresi i tre anni di indulto. Forse già nel 2011 potrebbe usufruire dei primi permessi premio.

I genitori della Caleffi non l'avrebbero presa molto bene questa notizia. Visto che loro non avrebbero saputo nulla direttamente dalla figlia, pure sentita regolarmente al telefono. "Casco dalle nuvole – spiega papà Nicola – ma prendo atto di questa cosa. Se è giusta la notizia, il matrimonio sarebbe fra dieci giorni. Non ne sappiamo nulla…".

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